Self-Made Bags
8 ARTISTI PER 8 BORSE MODULARI COMPONIBILI A PIACERE ONLINE
STRAMBO è il nuovissimo marchio di borse tutto Italiano, realizzato da 8 tra designer, pittori, fumettisti ed architetti.
STRAMBO è l'incontro tra il passato artigianale e il presente iper-tecnologico che consente al pubblico di interagire online con la produzione in una sorta di ‘'Atelier Virtuale'.
La libertà nell'esperienza della personalizzazione di forme componibili rende altamente creativa la relazione con l'oggetto STRAMBO.
STRAMBO azzera lo spazio fisico e restituisce una borsa oggetto ad alto contenuto emotivo, una sorta di racconto fatto per immagini, capace di trasformare ogni diversità in un valore.
yoox.com, oggi rampa di lancio per i progetti dallo stile più spericolato e divertente, noto per selezionare e distribuire in 3 continenti i migliori marchi della moda italiana e internazionale.
STRAMBO è un gioco davvero coinvolgente e interattivo: lo hanno capito subito Matteo Guarnaccia, Fulvia Mendini, Prof. Bad Trip, Massimo Giacon, Johanna Grawunder, Tatiana, Markus Benesch e Alessandro Guerriero, che hanno concepito 8 differenti modelli che potranno essere modificati online dai visitatori accostando colori e texture, scegliendo tracolle e maniglie per ottenere una perfetta "borsa d'artista".
Il denim high-tech debutta in esclusiva su yoox.com
LYCRA® LIMITED EDITION
SPECIAL JEANS CAPSULE COLLECTION
designed by Marithé + François Girbaud
Un'iniziativa destinata a lasciare il segno. yoox.com presenta un nuovo straordinario progetto nato dalla collaborazione fra Lycra® e Marithé + François Girbaud, i due marchi simbolo della ricerca, della sperimentazione e dell'innovazione: una collezione composta da otto esclusivi modelli best seller che appartengono alla storia e all'iconografia del jeans firmato Marithé + François Girbaud e che vengono reinterpretati in chiave high-tech grazie alle ultimissime innovazioni LYCRA®.
La speciale collezione cult, a tiratura limitata, è composta da due miniserie, una uomo e una donna di tre jeans e un giubbino. Le straordinarie possibilità creative, offerte dai nuovi tessuti denim con LYCRA®, hanno ispirato a Marithé e François Girbaud capi rivoluzionari non solo nelle linee ma anche nella vestibilità: creazioni esclusive in cui estetica e funzionalità si fondono in una sofisticata architettura delle forme che esalta bellezza e sensualità.
Una collezione tanto unica, anche per il numero limitatissimo dei capi (solo 100 per modello), che debutterà dal 20 settembre in esclusiva su yoox.com, che da anni promuove su Internet nuove forme di creatività e nuove idee per uno stile sempre più personale e autentico.
yoox.com presenta: "THE WILD BUNCH"
Protagonista
The White Bunch! di Bernhard Willhelm
yoox.com, annuncia la collaborazione con il designer Bernhard Willhelm, per il terzo appuntamento di "The Wild Bunch", il progetto che presenta collezioni esclusive create da giovani designer di culto.
La collezione White Bunch! rimarrà online fino all'autunno. Le creazioni di Willhelm, create in esclusiva per yoox.com, si ispirano ad un immaginario deliziosamente demoniaco abitato da zombie, fantasmi e mostri protagonisti delle pellicole splatter dei film del terrore di serie B. La fantasiosa collezione è stata realizzata in Belgio da sapienti artigiani con grande cura al dettaglio.
Una selezione di pezzi della collezione sarà presentata anche nella prestigiosa boutique parigina Colette, che affiancherà yoox.com nel lancio del progetto in Francia.
Queste creazioni mostruosamente eccitanti sono state realizzate in esclusiva per yoox.com e rappresentano l'epitomo dell'inimitabile approccio di Willhelm al design, che parte da un immaginario apparentemente familiare e lo decontestualizza dal suo usuale scenario di riferimento. Bernhard Willhelm in questa collezione ha elaborato inquietanti motivi horror trasformandoli in fantasie naïf intrise di humour: fantasmi che appaiono su felpe e borse; pantaloni con motoseghe insanguinate che sembrano penetrare il tessuto (e la carne); motivi di terrificanti coltelli usati come décor.
Con uno stile così eccentrico ed inimitabile, Willhelm si è rapidamente affermato come uno dei designer più interessanti del momento, grazie anche alla sua capacità di intraprendere inediti percorsi estetici. Nato in Germania, Willhelm ha studiato in Belgio e lavora oggi a Parigi. Le sue creazioni hanno suscitato un grande consenso di pubblico in tutto il mondo e sono riuscite ad aggiungere dissacrante vivacità e freschezza alle collezioni.
Il curatore è Rafael Jimenez, noto consulente nel mondo della moda che si è occupato in passato della strategia per l'insediamento dei Guerrilla store di Comme des Garçon. Rafael ha lavorato con Bernhard per dare vita a questa elettrizzante collezione, convincendolo a presentare le sue creazioni online per la prima volta.
"The Wild Bunch" è un progetto di yoox.com che presenta una selezione di stilisti internazionali accomunati da una visione unica della moda. A questi brillanti giovani viene offerta l'opportunità di presentare le loro collezioni in tre continenti su yoox.com. Tra i designer che hanno partecipato alle edizioni precedenti ci sono il brasiliano Alexandre Herchcovitch e il giovane designer inglese Hamish Morrow.
Co-prodotta da Triennale di Milano e da yoox.com
apre al pubblico
DRESSING OURSELVES
La mostra, curata da Alessandro Guerriero, presenta "abiti autoritratto" disegnati da grandi personalità del design, dell'architettura, dell'arte.
Una riflessione sulla possibilità di esprimere l'interiorità attraverso un abito che non farà mai tendenza perché unico, irripetibile ed espressione di autenticità individuale.
Prima tappa di un evento itinerante che toccherà anche New York, Tokyo e Londra, Dressing Ourselves, la mostra curata da Alessandro Guerriero Compasso d'Oro per il design, apre domani al pubblico allo spazio Cubo in Triennale e durerà fino al 20 marzo 2005.
Il Curatore ha chiesto a trenta artisti internazionali di realizzare il proprio autoritratto disegnandolo in forma d'abito. Gli schizzi progettati dagli autori hanno dato vita a una collezione di veri e propri "abiti-opere-d'arte" che sono stati poi confezionati dagli studenti di Naba, (Nuova Accademia di Belle Arti), con la supervisione di Anna Cardani e il contributo di Giorgio Correggiari, stilista e fashion consultant. Gli abiti, in scala reale, sono indossati da sculture in materiale polimaterico realizzate da Attilio Tono "Atelier Almayer".
Il risultato della mostra, il cui progetto complessivo è stato curato da Alberto Biagetti, riconosciuto fra i migliori designer italiani, è un percorso antropologico dalle forti potenzialità narrative che apre le porte ad appartenenze, vissuti, materiali molteplici: non potrebbe essere altrimenti in una mostra che non bandisce alcun linguaggio ma parte dalla dissolvenza delle discipline e dalla loro continua contaminazione.
L'allestimento è come una navata di chiesa, alleggerita da un pavimento dal colore sgargiante, dove, nelle absidi illuminate da piccole luci, compaiono le sculture che indossano gli abiti degli autori. Non si tratta di una sfilata ma di un percorso di autoritratti degli artisti, come fossero delle piccole divinità o numi tutelari.
Gli abiti si prestano a fantastiche classificazioni attraverso gli elementi e i materiali utilizzati o richiamando concetti legati alla loro ideazione.
Grandissime le diversità e l'eclettismo che ne risultano: abiti che rimandano ad una tradizione antica rinnovata dall'uso di materiali tecnologici o, al contrario, espressione di fuga da un mondo devastato dalla modernità o ancora un richiamo alla semplicità di materiali tradizionali come lana cotta, muschio, feltro.
Ci sono abiti che riproducono il vissuto, i ricordi, le esperienze; abiti che cambiano con il mutare della luce grazie all'uso di materiali catarifrangenti o che esplodono in cascate di fili multicolore; altri, al contrario, che si dissolvono fino a diventare quasi invisibili.
La narrazione delle opere d'arte degli autori è documentata da fonti complementari per una visione complessiva del progetto: il catalogo edito da Charta con i contenuti critici curati da Marco Scotini e le riflessioni degli autori sulle parole suggerite dal curatore quali corpo, colore, abito, anima, suono; il sito www.yoox.com/dressingourselves che ricostruisce l'intero percorso dell'opera, dallo schizzo dell'autore all'abito realizzato attraverso note biografiche, immagini di opere precedenti e di backstage.
Alessandro Guerriero nell'introdurre alla mostra ne sottolinea la sfida: quella di poter dire ancora una volta "io" mentre là fuori, nel mondo, etica, scienza, estetica, psicologia, moda, diventano i nuovi sistemi coagulanti di ogni cosa che viene alla luce per la molteplicità. L'abito solo per me, un abito come oggetto che contiene la possibile aggregazione infinita delle allucinazioni, degli incanti e degli abissi: un autoritratto. Dressing Ourselves, precisa Guerriero, è un progetto antropologico perché pone l'uomo ancora una volta al centro della nostra attenzione.
Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano, evidenzia come Dressing Ourselves si inserisca nel filone di mostre volte a indagare il design della moda e a far emergere le sue personalità, strada che la Triennale ha intrapreso a partire dall'esposizione dedicata a Maddalena Sisto e che costituisce uno dei campi di ricerca propri della Triennale. Non a caso alcuni artisti chiamati dal curatore Alessandro Guerriero hanno esposto e lavorato con la Triennale e a uno di loro, Gaetano Pesce, l'istituzione dedica la prima monografica realizzata in Italia.
Federico Marchetti, fondatore e Amministratore Delegato di YOOX Group, mette in evidenza come la scelta di produrre la mostra risalga alle indagini e agli studi condotti dall'azienda sulle rappresentazioni virtuali del corpo, espresse anche dal progetto YOOX Cover, onirica galleria di personaggi che indossano abiti come architetture e re-inventano la moda come espressione della propria individualità. Condividiamo con Dressing Ourselves, conclude Marchetti, la libertà di sperimentazione multidisciplinare e la produzione di progetti culturali innovativi, all'insegna della creatività del futuro prossimo.
Gli autori che partecipano a Dressing Ourselves sono: William Alsop pittore architetto, Regno Unito – The Aluminum Group musicisti, Stati Uniti – Antony musicista, Stati Uniti – Devendra Banhart musicista, Stati Uniti – Johannsson Bardi musicista, Islanda – Markus Benesch designer, Germania – Andrea Branzi architetto/designer, Italia – Enzo Cucchi artista, Italia – Nathalie du Pasquier designer, Francia - Enrica Borghi artista, Italia – Pablo Echaurren artista, Italia – Meschac Gaba artista, West Africa - Johanna Grawunder architetto/designer, Stati Uniti – Alessandro Guerriero architetto, Italia – Hariri&Hariri architetti, Stati Uniti – Massimo Giacon artista, Italia – Choi Jeong-Hwa artista, Korea – Toshiyuki Kita designer, Giappone – Gianluca Lerici alias Prof. Bad Trip artista, Italia – Alessandro Mendini architetto/designer, Italia – Mimmo Paladino artista, Italia – Penezić&Rogina architetti, Croazia – Gaetano Pesce architetto/designer/artista, Italia – Ettore Sottsass architetto/designer, Italia – Jimi Tenor musicista, Stati Uniti – Patrick Tuttofuoco/Ciboh artista, Italia – Un Studio architetti, Olanda – Makoto Sei Watanabe architetto, Giappone – Peter Wilson architetto, Australia
La mostra, è patrocinata dal Comune di Milano - Assessorato alla Moda e dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, ed è sponsorizzata da Codornìu, Naba, Rolling Stone e Surface.